
Il secondo principio di un artista chiamato Banksy - Palazzo Ducale,
Loggia degli Abati, Piazza Giacomo Matteotti, 9 - Genova
Mostra
in corso dal 23 novembre 2019 al 23 marzo 2020
A Palazzo Ducale vanno in mostra opere e oggetti originali dell'artista britannico come dipinti a mano libera della primissima fase della sua carriera e numerosi stencil.
Comunicato stampa della Mostra Il secondo principio di un artista chiamato Banksy
Nessuno lo ha mai visto, nessuno conosce il suo viso, non circolano foto che lo mostrino: eppure Banksy conquista il mondo attraverso opere di inaudita potenza etica, evocativa e tematica. Originario di Bristol, nato intorno al 1974, inquadrato nei confini generici della Street Art, Banksy rappresenta un esemplare caso di popolarit� per un artista vivente dai tempi di Andy Warhol. Ad oggi possiamo considerarlo il pi� grande artista globale del nuovo millennio.
La mostra riunisce opere e oggetti originali dell�artista britannico. Ci sono i dipinti a mano libera della primissima fase della sua carriera e numerosi stencil. Ci sono le serigrafie che Banksy considera vitali per diffondere i suoi messaggi. Ci sono oggetti installativi e altre opere provenienti da Dismaland (come la scultura Mickey Snake con Topolino inghiottito da un pitone).
Banksy mette in discussione concetti come l�unicit�, l�originalit� e soprattutto la verit� dell�opera, tratteggiando una nuova visione che propone qualcosa di nuovo sulla relazione tra opera e mercato, istituendo di fatto un nuovo statuto dell�opera arte, una nuova verit� dell�arte stessa: l�opera originale non commerciabile. Banksy preferisce da sempre la diffusione orizzontale di immagini rispetto alla creazione di oggetti unici. Una lezione mutuata da Andy Warhol con il suo approccio seriale e l�uso metodico della serigrafia. Come � stato ribadito da molte firme internazionali, Banksy rappresenta la miglior evoluzione della Pop Art originaria, l�unico che ha connesso le radici del Pop, la cultura hip hop, il graffitismo anni Ottanta e i nuovi approcci del tempo digitale.
La sua forza sta nell�aver capito che in un mondo digitale come il nostro, l�arte doveva fermarsi un attimo prima della sua digitalizzazione, nascendo solida per poi diventare liquida. Un�arte facile in apparenza ma complessa oltre l�apparire, ovvia eppure controversa, empatica per attitudine e cattiva per natura.
Quello di Banksy � un immaginario semplice ma non elementare, con messaggi che esaminano i temi del capitalismo, della guerra, del controllo sociale e della libert� in senso esteso e dentro i paradossi del nostro tempo.
Sostiene Stefano Antonelli:
Banksy ha scritto che �Se vuoi dire qualcosa e vuoi che la gente ti ascolti, allora indossa una maschera. Se vuoi dire la verit� devi mentire�. In seguito disse anche �Non saprete mai chi sono e ogni verit� che dir� sar� mascherata da bugia�. Traslando le due affermazioni, il primo principio di Banksy stabilisce che egli abbia qualcosa da dire, il secondo che quanto ha da dire sia una verit�. Avere qualcosa da dire � il mandato artistico per definizione, che si tratti di verit� non � affatto scontato. Secondo Hegel la religione ci offre la verit� come rappresentazione, la filosofia come forma suprema del concetto, l�arte come forma del sensibile. Attraverso questa prospettiva possiamo sostenere come l�opera di Banksy sia una verit� che egli somministra ai nostri sensi, affinch� possiamo percepirla. Ora, non ci resta che comprendere di quale verit� si tratti. Tuttavia, il secondo principio ci suggerisce che l�artista presenta le verit� sotto forma di menzogna. E qui la contraddizione diventa irrisolvibile, finch� ci accorgiamo che il cortocircuito lo rende uno degli artisti pi� veritieri e profondi del nostro tempo.
A cura di Stefano Antonelli, Gianluca Marziani, e Acoris Andipa, ideata e prodotta da MetaMorfosi Associazione Culturale in collaborazione con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, promossa da Comune di Genova e Regione Liguria.
Orari: da martedì a venerdì dalle 15 alle 19; sabato e domenica dalle 11 alle 19 (la biglietteria chiude un'ora prima). Lunedì chiuso.
Biglietti: intero € 10, ridotto € 8
ridotto scuole € 4.
Telefono: +39.010.8171600
Sito web: Palazzo
Ducale |